A sentire i commenti dei nostri esimi cronisti italiani a Euro 2008 c'è da mettersi le mani nei capelli. E' proprio vero che il calcio ci rappresenta e spesso nel modo più becero e schifoso di questa nostra Italia.
A tener banco è la presunta combine tra Olanda e Romania, con gli olandesi già qualificati. Possiamo dire che è stata fortunata la Romania nel sorteggio a beccare, all'ultima partita del girone, gli Orange, ma quando sono stati fatti gi abbinamenti non si sapevano ovviamente i risultati. I giocatori effettivamente hanno smorzato queste presunte congetture, perchè sono più furbi di questa marea di pseudo giornalisti che sono agli Europei o nelle varie trasmissioni tv, alcuni pagati da noi che, non capendo nulla di calcio giocato, fanno solo gossip.
Intanto Calciopoli è una vergogna tutta italiana e non olandese, poi che esista la corruzione ovunque questo è un dato di fatto, ma a livello di percentuale noi non siamo inferiori a nessuno ed è anche vero che salendo verso nord si trova sempre maggior serietà rispetto ai paesi di area latina o mediterranea. Ma non è una questione geografica, quanto di cultura e da noi manca quella sportiva, dove si deve vincere ad ogni costo e se si perde la colpa è sempre degli arbitri o perchè non c'è trasparenza da parte degli avversari. Da che pulpito viene la predica, verrebbe da dire.
Insomma, in mezzo a questa catastrofe italiana tra politica ed economia, con la Robin Hood tax il cui nome fa solo accapponare la pelle, ma da quando in qua Tremonti toglie ai ricchi per dare ai poveri, dalla militarizzazione delle grandi città, c'è ancora tempo per dire queste castronerie su Euro 2008? Ma siamo mica ai tempi di Pertini e Bearzot, dove c'era un buon motivo per sentirsi orgogliosi dell'Italia.
Mi farebbe un tantino schifo vedere Schifani, un nome che è tutta una storia, Bonaiuti, Bondi, Berlusconi, Gasparri, La Russa e così via con lo scempio, a festeggiare un Europeo che l'Italia intera non merita. Perchè se è proprio vero che il calcio è la metafora della vita, in questo momento quello italiano è l'immagine perfetta della nostra nazione, dove mai nessuno fa mea culpa e si prende le proprie responsabilità. Per cui dico forza Olanda, perchè è una squadra eccellente che mi ha fatto divertire, ma dico anche forza Francia, perchè la mazzata più bella per gli Azzurri sarebbe che vincessero sì gli Orange per rassicurare tutti sulla loro integrità morale, ma allo stesso l'Italia venisse beffata da una Francia che non mi è particolarmente simpatica, ma lo è sempre più di quest'Italia.
domenica 15 giugno 2008
sabato 14 giugno 2008
Facciamo finta di niente contro i naziskin degli stadi
Secondo Platini e la Uefa tutto sta filando liscio a questi Europei riguardo al comportamento del pubblico. In effetti, ad occhio, tutto sembra proseguire nel migliore dei modi, ma come spesso succede, c’è sempre un sottosuolo di schifezze che si cerca di tenere nascoste per il bene pubblico, perché si sa che violenza attira violenza. Ma le notizie non vanno taciute e nemmeno minimizzate, per evitare che certi fenomeni si propaghino senza prendere seri provvedimenti prima che i fatti diventino troppo gravi. Da tempo si dice che un certo numero di curve, in tutta Europa, siano sempre più in mano ad estremisti di destra e la conferma arriva proprio da Euro 2008. Ne ha parlato Roberto Beccantini prima di addentrarsi nella cronaca di Germania-Polonia, ne hanno fatto cenno altri, ma la questione è rimasta sospesa, come certi fatti fossero apposta isolati per diventare terra di nessuno, zona franca senza regole. D’altronde il fatto che Max Mosley abbia ottenuto la fiducia dai membri della FIA dopo l’uscita pubblica di un video che lo ritrae in pose sado-nazi, la dice lunga sulla non punibilità di certi gesti.
Ci ha pensato il Governo svizzero, neutrale per eccellenza, a denunciare che è stata censurata la violenza dall’Uefa. Motivo? L’organo politico del calcio europeo ha volontariamente evitato di mandare in onda delle immagini di violenza perpetrata da 140 neonazisti tedeschi, poi arrestati, che inneggiavano ad Hitler durante la partita dei loro beniamini contro la Polonia, urlando ai polacchi “ebrei”. Ma altre immagini sono state per così nascoste, tra cui un fumogeno acceso nella curva dei croati, più altri fatti successi in questi giorni e non mostrati.
La Uefa si è difesa dicendo che le trasmissioni non dovevano essere una vetrina per i violenti, come ha asserito un suo rappresentante, Pascal Voegeli. Per la cronaca le immagini di Euro 2008 sono a carico di una società che si chiama Euro 2008 SA.
Morale, quando Platini, presidente Uefa, dice che tutto sta procedendo bene va creduto a metà: negli stadi, occhio e croce lo spettacolo sugli spalti è stato buono, ma sotto, sotto qualcosa non ha funzionato ed è meglio raccontarlo che far finta di niente. Il Mondiale 1978, organizzato in Argentina, si giocava a due passi dai campi di concentramento della dittatura di Videla, i tristi luoghi dove si torturavano gli oppositori del regime, che divennero tristemente noti come “desaparecidos”, non solo ammazzati, ma anche fatti sparire come corpo e identità. Non è il caso di questo Euro 2008, ma nascondere la verità è sempre sintomo di poca chiarezza che qualcosa si nasconde dietro ad una vetrina senza ombre apparenti.
Ci ha pensato il Governo svizzero, neutrale per eccellenza, a denunciare che è stata censurata la violenza dall’Uefa. Motivo? L’organo politico del calcio europeo ha volontariamente evitato di mandare in onda delle immagini di violenza perpetrata da 140 neonazisti tedeschi, poi arrestati, che inneggiavano ad Hitler durante la partita dei loro beniamini contro la Polonia, urlando ai polacchi “ebrei”. Ma altre immagini sono state per così nascoste, tra cui un fumogeno acceso nella curva dei croati, più altri fatti successi in questi giorni e non mostrati.
La Uefa si è difesa dicendo che le trasmissioni non dovevano essere una vetrina per i violenti, come ha asserito un suo rappresentante, Pascal Voegeli. Per la cronaca le immagini di Euro 2008 sono a carico di una società che si chiama Euro 2008 SA.
Morale, quando Platini, presidente Uefa, dice che tutto sta procedendo bene va creduto a metà: negli stadi, occhio e croce lo spettacolo sugli spalti è stato buono, ma sotto, sotto qualcosa non ha funzionato ed è meglio raccontarlo che far finta di niente. Il Mondiale 1978, organizzato in Argentina, si giocava a due passi dai campi di concentramento della dittatura di Videla, i tristi luoghi dove si torturavano gli oppositori del regime, che divennero tristemente noti come “desaparecidos”, non solo ammazzati, ma anche fatti sparire come corpo e identità. Non è il caso di questo Euro 2008, ma nascondere la verità è sempre sintomo di poca chiarezza che qualcosa si nasconde dietro ad una vetrina senza ombre apparenti.
martedì 3 giugno 2008
La FIA assolve il nazismo
Soldi, potere, faccia tosta, arroganza e vergogna, sono queste le prime parole che vengono in mente dopo che la FIA ha dato fiducia a Max Mosley, messo alla gogna da un video hard in cui simula un festino sessuale dentro ad un campo di concentramento nazista. Posto che quello è stato un fatto privato, una volta venuto a galla rimane difficile scindere quelle immagini dalla vita pubblica dell’interessato. Persino Bernie Ecclestone aveva chiesto le dimissioni di Mosley per non arrivare alla riunione straordinaria della FIA, ma il presidente rimasto in carica aveva declinato l’invito dell’amico o ex, probabilmente consapevole della sua vittoria ai punti. Qualsiasi capo d’azienda si sarebbe dimesso il giorno dopo lo scandalo, Mosley no, sembra invulnerabile, come Sigfrido uno degli eroi della saga dei Nibelunghi che in un certo senso ispirò non solo Wagner, ma anche il nazismo. Se il Processo di Norimberga aveva condannato la Shoa e i capi storici di Hitler, la FIA, 63 anni dopo, ha assolto il figlio di Oswald Mosley, uno dei capi inglesi del fascismo, amico di Goebbels e di Mussolini.
Max Mosley è sempre stato a fianco del padre, fedele alle sue idee, dunque ha sottoscritto in pieno le discutibili tendenze politiche , passando poi a sostenere il Partito Conservatore britannico. Dunque è inutile far finta di nulla e accettare le sue giustificazioni, dove ha ammesso il festino sado maso, ma non a sfondo hitleriano. Lo sport dovrebbe essere un esempio, soprattutto per i giovani e di certo Mosley non ha dato degli input positivi in questo senso, anche se la F1 non è lo sport più semplice e candido da seguire. Ma è davvero vergognoso che uno sport seguito da miliardi di spettatori tv possa avere come suo massimo dirigente uno come Mosley. A parte il potere immenso che ancora conserva (e questa è la conferma che le reminiscenze nazi-fasciste sono tutt’altro che passate), Mosley e la sua assoluzione rappresentano uno dei più grandi scandali dello sport, dove la spy story dell’anno scorso sembra più una barzelletta che un fatto triste ed increscioso.
I più indignati sono stati proprio i tedeschi, l’Automobile Club della Germania ha infatti lasciato la FIA dissociandosi così dalla decisione. La conferma è stata schiacciante: 103 voti a favore, 55 contro e Mosley è rimasto presidente, con la carica che scade nel 2009, ma si ventila già l’ipotesi che possa ricandidarsi, magari riottenendo la fiducia per un altro lungo mandato. E’ chiaro che il motto tanto caro ad Andreotti: il potere logora chi non ce l’ha, contagia tutti. Non importa perdere la faccia a livello mediatico, essere indesiderato ovunque, al punto che a Montecarlo hanno consigliato a Mosley di non presentarsi alla premiazione, l’importante è mantenere ben saldo il proprio potere e fare i soliti sporchi giochi di chi lo sostiene. Ora tutti sono legittimati a fare il saluto romano, a farsi ritrarre con il frustino in mano e un cappello della Gestapo in testa, per evadere dalla noiosità quotidiana. Tutti saranno assolti, anche la piaga di una delle pagine più agghiaccianti della storia di tutti i tempi.
Max Mosley è sempre stato a fianco del padre, fedele alle sue idee, dunque ha sottoscritto in pieno le discutibili tendenze politiche , passando poi a sostenere il Partito Conservatore britannico. Dunque è inutile far finta di nulla e accettare le sue giustificazioni, dove ha ammesso il festino sado maso, ma non a sfondo hitleriano. Lo sport dovrebbe essere un esempio, soprattutto per i giovani e di certo Mosley non ha dato degli input positivi in questo senso, anche se la F1 non è lo sport più semplice e candido da seguire. Ma è davvero vergognoso che uno sport seguito da miliardi di spettatori tv possa avere come suo massimo dirigente uno come Mosley. A parte il potere immenso che ancora conserva (e questa è la conferma che le reminiscenze nazi-fasciste sono tutt’altro che passate), Mosley e la sua assoluzione rappresentano uno dei più grandi scandali dello sport, dove la spy story dell’anno scorso sembra più una barzelletta che un fatto triste ed increscioso.
I più indignati sono stati proprio i tedeschi, l’Automobile Club della Germania ha infatti lasciato la FIA dissociandosi così dalla decisione. La conferma è stata schiacciante: 103 voti a favore, 55 contro e Mosley è rimasto presidente, con la carica che scade nel 2009, ma si ventila già l’ipotesi che possa ricandidarsi, magari riottenendo la fiducia per un altro lungo mandato. E’ chiaro che il motto tanto caro ad Andreotti: il potere logora chi non ce l’ha, contagia tutti. Non importa perdere la faccia a livello mediatico, essere indesiderato ovunque, al punto che a Montecarlo hanno consigliato a Mosley di non presentarsi alla premiazione, l’importante è mantenere ben saldo il proprio potere e fare i soliti sporchi giochi di chi lo sostiene. Ora tutti sono legittimati a fare il saluto romano, a farsi ritrarre con il frustino in mano e un cappello della Gestapo in testa, per evadere dalla noiosità quotidiana. Tutti saranno assolti, anche la piaga di una delle pagine più agghiaccianti della storia di tutti i tempi.
martedì 27 maggio 2008
Hamilton vince a Montecarlo, teatro delle prodezze di Senna
Il pilota inglese della McLaren, a poco più di un anno dal suo esordio in F1, ha conquistato la gara più importante della stagione, quella che da sola può valere quasi un mondiale: il Gran Premio di Monaco. Lewis Hamilton sarà stato anche fortunato, ma ha guidato in condizioni al limite della praticabilità, ha sbagliato e fatto tesoro di ciò, rientrando ai box su tre ruote, un fatto che, ai tempi di Villeneuve, fece clamore e anche tenerezza per la generosità del campione canadese, anche se il tragitto dell’inglese è stato più breve. Il pilota britannico nelle libere di venerdì aveva messo in mostra tutta la sua abilità facendo un giro da urlo, praticamente perfetto, senza sbavature. Su Youtube fino a domenica si poteva trovare ancora il video, cancellato poi a causa del copyright, queste sono le insolenti leggi del business targato Ecclestone, dove non si muove foglia dalla F1 senza che si debba pagare pecunia.
Lewis Hamilton, sul traguardo, ha pensato al suo grande idolo, Ayrton Senna, il re di Montecarlo, dove vinse sei volte e avrebbe potuto ancora incrementare il suo bottino se si fosse potuto cancellare dal calendario quel maledetto primo maggio 1994. Venticinque giorni prima della prodezza di Hamilton, è proprio caduto il 14esimo anniversario della tragedia che pose fine alla vita di Senna. Riguardando i video sparsi per la rete sul campione brasiliano, per fortuna non cancellati dalle odiose leggi del business, c’è ancora da emozionarsi nel vederlo sfrecciare per le strade del Principato, che percorreva ad occhi chiusi, nel vero senso della parola. Ayrton studiava alla perfezione il circuito, per poi sfidare il suo intuito lasciandosi guidare dal rumore del suo motore che lo accompagnava come una melodia.
Ayrton a Montecarlo è stato ricordato anche dal nipote, Bruno Senna, che è andato a prendersi la vittoria in Gp2, sul circuito dove il famoso zio impazzava. Dunque questo Gran Premio di Monaco 2008 in parte è stato all’insegna di Senna. In questi 14 anni in cui siamo stati orfani delle prodezze del brasiliano, più volte si è cercato un suo erede, ma nessuno, da Schumacher ad Alonso, per citare i più grandi dopo di lui, ne sono stati all’altezza, non per la guida, dove ognuno impone il suo stile personale, ma nella personalità. Hamilton è diverso, come lo era Senna, a tratti sembrano persino antipatici, perché troppo sicuri della loro grandezza, ma emanano un fascino diverso, quello che distingue un campione dalla leggenda. Si dice che Hamilton compia ancora troppi errori, anche Senna non ne fu mai esente, ma il bello è proprio qui, non essere robot ma dare spettacolo. In fondo nella mente della gente rimane sempre colui che emoziona di più, sbaglia, ma poi compie imprese storiche. Villeneuve non ha mai vinto mondiali eppure è ancora lì, nel cuore di tutti, come Senna.
Lewis Hamilton, sul traguardo, ha pensato al suo grande idolo, Ayrton Senna, il re di Montecarlo, dove vinse sei volte e avrebbe potuto ancora incrementare il suo bottino se si fosse potuto cancellare dal calendario quel maledetto primo maggio 1994. Venticinque giorni prima della prodezza di Hamilton, è proprio caduto il 14esimo anniversario della tragedia che pose fine alla vita di Senna. Riguardando i video sparsi per la rete sul campione brasiliano, per fortuna non cancellati dalle odiose leggi del business, c’è ancora da emozionarsi nel vederlo sfrecciare per le strade del Principato, che percorreva ad occhi chiusi, nel vero senso della parola. Ayrton studiava alla perfezione il circuito, per poi sfidare il suo intuito lasciandosi guidare dal rumore del suo motore che lo accompagnava come una melodia.
Ayrton a Montecarlo è stato ricordato anche dal nipote, Bruno Senna, che è andato a prendersi la vittoria in Gp2, sul circuito dove il famoso zio impazzava. Dunque questo Gran Premio di Monaco 2008 in parte è stato all’insegna di Senna. In questi 14 anni in cui siamo stati orfani delle prodezze del brasiliano, più volte si è cercato un suo erede, ma nessuno, da Schumacher ad Alonso, per citare i più grandi dopo di lui, ne sono stati all’altezza, non per la guida, dove ognuno impone il suo stile personale, ma nella personalità. Hamilton è diverso, come lo era Senna, a tratti sembrano persino antipatici, perché troppo sicuri della loro grandezza, ma emanano un fascino diverso, quello che distingue un campione dalla leggenda. Si dice che Hamilton compia ancora troppi errori, anche Senna non ne fu mai esente, ma il bello è proprio qui, non essere robot ma dare spettacolo. In fondo nella mente della gente rimane sempre colui che emoziona di più, sbaglia, ma poi compie imprese storiche. Villeneuve non ha mai vinto mondiali eppure è ancora lì, nel cuore di tutti, come Senna.
mercoledì 23 aprile 2008
Quanta testardaggine Mr. Mosley
Max Mosley, nella sue estrema tracotanza, ha ammesso che è vero, è un tipo un po’ strano nella sua vita sessuale, ma quelli sono affari suoi. Come dargli torto, la vita privata non dovrebbe essere messa alla gogna pubblica, ma ormai il fattaccio è emerso e bisogna prenderne atto. La questione, quella che non entra nella testa del presidente Fia è che sotto accusa non è la sua vita sessuale, bensì l’uso di metodi nazisti, in cui si mimano i comportamenti dei campi di concentramento ebrei. E’ questo il punto della discordia, pardon della vergogna. Un plauso lo merita Mark Webber, l’unico pilota che finora è uscito allo scoperto dicendo che Mosley non può più rappresentare la F1. Ma lui, l’uomo d’acciaio ed inossidabile della F1 mantiene il suo aplomb come nulla fosse successo, a dispetto delle critiche che gli piovono ovunque, si difende e vuole restare in sella alla Federazione mondiale, che non rappresenta solo la F1, questo sia chiaro, ma tutti gli sport motoristici, anche se la più danneggiata è la F1, perché la più famosa e seguita dal mondo intero.
Mosley non solo non se ne vuole andare ma intende anche rifarsi l’immagine, infatti ha assoldato uno dei massimi esperti inglesi di public relation, Phil Hall, che in precedenza ha lavorato per Heather Mills, l’ormai ex moglie di Paul McCartney. Il fatto in sé fa quasi sorridere perché tra le immagini ormai viste e riviste, le polemiche sorte con la richiesta da parte di tutti che Mosley se ne vada, lo stesso pensa a modificare la sua immagine, ormai sfigurata da uno scandalo senza precedenti nel mondo della F1. Probabilmente Mosley è talmente potente che può rimanere al timone della FIA a dispetto delle critiche e anche di una conduzione, al di là di quanto successo recentemente, che ha sempre fatto acqua da tutte le parti.
In questi giorni è venuta fuori una F1 quasi bacchettona, cui tutti devono dare il buon esempio per attirare sponsor e non farli scappare, per un’immagine di sana competizione, che vive sullo spettacolo e l’agonismo serio e altamente sportivo, ma effettivamente non sempre è così. Non si può dire che un ambiente sia così “esemplare” quando girano un sacco di soldi, succedono fatti come la spy story dell’anno scorso e vigono alcune regole di dubbio consenso tecnico. Dunque una certa ipocrisia c’è da ambedue le parti, anche da parte di chi chiede la testa di Mosley. Il problema fondamentale non sono le abitudini sessuali, che restano nell’intimità dell’individuo, ma perché di mezzo c’è apologia di nazismo, bandito in tutta l’Europa. Chiunque al posto di Mosley sarebbe stato zitto e avrebbe dato le dimissioni il giorno stesso, pur chiedendo i danni sacrosanti dell’invadenza mediatica nella vita privata. Invece Mosley sembra quasi gratificato di tanto clamore nei suoi confronti.
Fa discutere altresì la posizione di Jean Todt, che ha difeso Mosley, auspicandosi che resti ancora a lungo presidente FIA per altri anni, ma si sa, forse i tifosi della Rossa non se ne sono mai accorti, ma la Ferrari ha ottenuto molti riguardi da Mosley. La cosa che però stride maggiormente riguardo alle dichiarazioni di Todt è quando dice: “Il numero di vite salvate sotto la sua gestione è fenomenale…”. Peccato che sotto la presidenza Mosley siano morti Ayrton Senna e Roland Raztemberger, due incidenti che sono sulla coscienza della FIA, in quanto lo stesso campione brasiliano, insieme a Berger, aveva chiesto la modifica del Tamburello, 15 giorni prima l’incidente fatale, durante una sessione di prove libere. Ovviamente non ricevette risposta. Non va dimenticato che Imola era sotto la gestione diretta della FIA ed è per questo che il circuito di per sé non fu mai messo sotto accusa. Dov’era Todt allora?
Senza parlare poi del suo privato conflitto d’interessi, a parte il figlio Nicholas, procuratore di giovani piloti e anche di corridori famosi come Massa, ma la fidanzata di Todt, Michelle Yeoh, una ex Bond Girl, è stata da poco assunta proprio dalla FIA come ambasciatrice in Asia. Per forza che Todt difende Mosley, non sia mai che al prossimo festino inviti anche lui, l’Alvaro Vitali dall’accento francese.
Mosley non solo non se ne vuole andare ma intende anche rifarsi l’immagine, infatti ha assoldato uno dei massimi esperti inglesi di public relation, Phil Hall, che in precedenza ha lavorato per Heather Mills, l’ormai ex moglie di Paul McCartney. Il fatto in sé fa quasi sorridere perché tra le immagini ormai viste e riviste, le polemiche sorte con la richiesta da parte di tutti che Mosley se ne vada, lo stesso pensa a modificare la sua immagine, ormai sfigurata da uno scandalo senza precedenti nel mondo della F1. Probabilmente Mosley è talmente potente che può rimanere al timone della FIA a dispetto delle critiche e anche di una conduzione, al di là di quanto successo recentemente, che ha sempre fatto acqua da tutte le parti.
In questi giorni è venuta fuori una F1 quasi bacchettona, cui tutti devono dare il buon esempio per attirare sponsor e non farli scappare, per un’immagine di sana competizione, che vive sullo spettacolo e l’agonismo serio e altamente sportivo, ma effettivamente non sempre è così. Non si può dire che un ambiente sia così “esemplare” quando girano un sacco di soldi, succedono fatti come la spy story dell’anno scorso e vigono alcune regole di dubbio consenso tecnico. Dunque una certa ipocrisia c’è da ambedue le parti, anche da parte di chi chiede la testa di Mosley. Il problema fondamentale non sono le abitudini sessuali, che restano nell’intimità dell’individuo, ma perché di mezzo c’è apologia di nazismo, bandito in tutta l’Europa. Chiunque al posto di Mosley sarebbe stato zitto e avrebbe dato le dimissioni il giorno stesso, pur chiedendo i danni sacrosanti dell’invadenza mediatica nella vita privata. Invece Mosley sembra quasi gratificato di tanto clamore nei suoi confronti.
Fa discutere altresì la posizione di Jean Todt, che ha difeso Mosley, auspicandosi che resti ancora a lungo presidente FIA per altri anni, ma si sa, forse i tifosi della Rossa non se ne sono mai accorti, ma la Ferrari ha ottenuto molti riguardi da Mosley. La cosa che però stride maggiormente riguardo alle dichiarazioni di Todt è quando dice: “Il numero di vite salvate sotto la sua gestione è fenomenale…”. Peccato che sotto la presidenza Mosley siano morti Ayrton Senna e Roland Raztemberger, due incidenti che sono sulla coscienza della FIA, in quanto lo stesso campione brasiliano, insieme a Berger, aveva chiesto la modifica del Tamburello, 15 giorni prima l’incidente fatale, durante una sessione di prove libere. Ovviamente non ricevette risposta. Non va dimenticato che Imola era sotto la gestione diretta della FIA ed è per questo che il circuito di per sé non fu mai messo sotto accusa. Dov’era Todt allora?
Senza parlare poi del suo privato conflitto d’interessi, a parte il figlio Nicholas, procuratore di giovani piloti e anche di corridori famosi come Massa, ma la fidanzata di Todt, Michelle Yeoh, una ex Bond Girl, è stata da poco assunta proprio dalla FIA come ambasciatrice in Asia. Per forza che Todt difende Mosley, non sia mai che al prossimo festino inviti anche lui, l’Alvaro Vitali dall’accento francese.
lunedì 14 aprile 2008
Fine della democrazia in Italia, ora è un paese delle scimmie
Ha vinto Berlusconi, ha perso la democrazia. Siamo un paese senza opposizione, sapete che vuol dire? Dittatura. Grazie italiani per il regalo che avete fatto al paese nato da una grande Costituzione, creata da chi ha combattuto e vinto il periodo nero della dittatura fascista.
Noi siamo un paese estremamente diviso dove non c'è senso di unità nazionale, ma ognuno cerca solo di curare il proprio orticello per questo non saremo mai una nazione con la N maiuscola. Per governare gli italiani ci vuole l'uomo forte con il manganello, come molti rimpiangono, perchè essendo disonesti di natura, pochi accettano le regole. Berlusconi è la continuazione di Mussolini, le sue tv sono il manganello, ancora peggiore, perchè non colpisce il cranio, ma lobotomizza direttamente il cervello. Per questo avanza il Nano, che di regole proprio non ne vuole sentirne parlare ed attecchisce nella mente bacata di chi vuole fare soldi assoldando la mafia, senza far progredire il paese, che moralmente è al livello non di una nazione in via di sviluppo, ma di estinzione.
Con Berlusconi non vedo nessuna forma di democrazia ma di illusionismo della democrazia. Non si può votare per uno che mentre su una delle sue tv si spiega come votare lui esce dal tabellone quando il suo tempo è ormai finito per dire cosa bisogna fare... vedere Matrix pre elettorale. Io accetto la sconfitta, ma accetto meno di vivere a contatto con degli idioti che mi rendono la vita difficile, perchè credono di aver trovato chi gli fa pagare meno tasse e gli dà maggiore ricchezza.
Per chi non è informato, perchè legge solo giornaletti o guarda trasmissioni tv che propinano gossip da mattina a sera certe cose non le saprà mai. Ma visto che di mezzo ci sono omicidi/suicidi sospetti (vedi Calvi e Sindona), crack come quello del Banco Ambrosiano, lo Ior che è la Banca Vaticana (dove pare Moggi ci abbia messo il suo tesoretto che ammonterebbe a circa 150 milioni di euro), Opus Dei e così via, non c'è da stare allegri. La P2 non è un'invenzione, ma una realtà, ahimè. Craxi, che conosceva bene certi segreti, iniziò questa strage della sinistra, trasformando il PSI in un gruppo di impostori che hanno cominciato a seminare ciò che oggi si raccoglie. E che oavviamente sono passati in massa a Forza Italia, anzi l'hanno fondata. E alla fine il disegno ha trovato il suo triste epilogo. Anche perchè nessuno è stato in grado, soprattutto da sinistra, a far sì che certe cose non avvenissero.
C'è ancora un atto di speranza? Spero che questa leziona serva a creare una nuova forza di sinistra, fatta di gente più carismatica, meno caricaturale e più moderna nel sapersi indirizzare verso nuove classi sociali. E che le precarie non sognino di sposare un miliardario, ma si rimbocchino le maniche per dire no a questa forma di lavoro che ricorda più i servi che i lavoratori consapevoli.
Noi siamo un paese estremamente diviso dove non c'è senso di unità nazionale, ma ognuno cerca solo di curare il proprio orticello per questo non saremo mai una nazione con la N maiuscola. Per governare gli italiani ci vuole l'uomo forte con il manganello, come molti rimpiangono, perchè essendo disonesti di natura, pochi accettano le regole. Berlusconi è la continuazione di Mussolini, le sue tv sono il manganello, ancora peggiore, perchè non colpisce il cranio, ma lobotomizza direttamente il cervello. Per questo avanza il Nano, che di regole proprio non ne vuole sentirne parlare ed attecchisce nella mente bacata di chi vuole fare soldi assoldando la mafia, senza far progredire il paese, che moralmente è al livello non di una nazione in via di sviluppo, ma di estinzione.
Con Berlusconi non vedo nessuna forma di democrazia ma di illusionismo della democrazia. Non si può votare per uno che mentre su una delle sue tv si spiega come votare lui esce dal tabellone quando il suo tempo è ormai finito per dire cosa bisogna fare... vedere Matrix pre elettorale. Io accetto la sconfitta, ma accetto meno di vivere a contatto con degli idioti che mi rendono la vita difficile, perchè credono di aver trovato chi gli fa pagare meno tasse e gli dà maggiore ricchezza.
Per chi non è informato, perchè legge solo giornaletti o guarda trasmissioni tv che propinano gossip da mattina a sera certe cose non le saprà mai. Ma visto che di mezzo ci sono omicidi/suicidi sospetti (vedi Calvi e Sindona), crack come quello del Banco Ambrosiano, lo Ior che è la Banca Vaticana (dove pare Moggi ci abbia messo il suo tesoretto che ammonterebbe a circa 150 milioni di euro), Opus Dei e così via, non c'è da stare allegri. La P2 non è un'invenzione, ma una realtà, ahimè. Craxi, che conosceva bene certi segreti, iniziò questa strage della sinistra, trasformando il PSI in un gruppo di impostori che hanno cominciato a seminare ciò che oggi si raccoglie. E che oavviamente sono passati in massa a Forza Italia, anzi l'hanno fondata. E alla fine il disegno ha trovato il suo triste epilogo. Anche perchè nessuno è stato in grado, soprattutto da sinistra, a far sì che certe cose non avvenissero.
C'è ancora un atto di speranza? Spero che questa leziona serva a creare una nuova forza di sinistra, fatta di gente più carismatica, meno caricaturale e più moderna nel sapersi indirizzare verso nuove classi sociali. E che le precarie non sognino di sposare un miliardario, ma si rimbocchino le maniche per dire no a questa forma di lavoro che ricorda più i servi che i lavoratori consapevoli.
lunedì 7 aprile 2008
Mille modi per dire NO a BERLUSCONI
Ci siamo, le elezioni si stanno avvicinando e chi, come la sottoscritta, è seriamente convinta di credere ancora in un progetto Italia, spera di non vedere uscire dalle urne la stoltaggine degli italiani, diciamo quelli poco maturi o troppo opportunisti. Lo ammetto se mi dovessi svegliare con Berlusconi Presidente del Consiglio e peggio ancora Bossi a capo di qualche ministero sto pensando di richiedere indietro la cittadinanza italiana, meglio apolide che accettare un altro governo berlusconiano.
Quello che ottusamente non capisco è come fa uno come lui, volgare, piduista, che si è creato dal nulla sfruttando il vecchio PSI di Craxi e la sempre maggiore sufficienza di un popolo allo sbando, soprattutto sul piano culturale e morale, a ricevere così tanti consensi. La gente che lo vota dice spesso: lui non ruba perchè è già ricco. O bischeri, ma i soldi li ha fatti con il sedere, anche, lavorando sodo, anche, o soprattutto sfruttando le amicizie preziose, alcune delle quali in odor di mafia? La gente che va ai suoi comizi ride delle sue tristi battute come fossero al cabaret, in fondo ha fatto anche questo di mestiere, così come il cantante da piano bar sulle navi da crociera, ma signori, la politica non è un cabaret, è qualcosa di più serio. E' stato proprio Berlusconi a renderla leggera, superficiale, dando in pasto alla gente, veline, troiette, tronisti, personaggi di basso livello, con le sue tv che hanno reso effimera la vita per dargli un taglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma la realtà è diversa. Se non hai soldi e un lavoro sicuro a fine mese tutti questi sogni te li puoi mettere in quel posto, alla faccia del lavoro precario tanto amato dal Berlusca. Il precariato crea servi, che non hanno coraggio di alzare la testa e dire no per paura. Signori il comico lasciamolo a chi lo fa di mestiere, la politica è una cosa seria.
In genere chi vota Berlusconi, al di là dei soliti rotti in c. di imprenditori che dicono di essersi fatti dal nulla (la Brambilla in testa), è gente normale che ha perso il senso critico della vita. Le casalinghe o pensionate che ammazzano il tempo davanti al Gran Fratello, sognando ancora il principe azzurro, invece del marito, magari precario che porta a casa uno stipendio da fame a fine mese. I commercianti, soprattutto gli ambulanti, che per prima cosa non vorrebbero pagare le tasse. I liberi professionisti, dai notai ai commercialisti, medici e dentisti ai quali viene il crampo alla mano quando devono fornire regolare ricevuta. E poi ci sono anche gli operai che credono in qualcosa di nuovo, che ora non lo è più, questo perchè la sinistra ha sbagliato molto negli ultimi anni, restando sempre più lontana dai problemi della gente. Poi ci sono i mafiosi che hanno paura della sinistra (che non c'è più, ma non se ne sono accorti) che gli confischi i beni presi con la forza a danno della comunità. E' ovvio che poi ci sono le eccezioni ovunque, ma più o meno l'elettorato di Berlusconi nasce e cresce in mezzo a queste categorie di volponi e sfigati.
Mi sento di fare un appello, cari italiani, non votate Berlusconi, perchè oltre a metterlo nel c. a voi lo mettete anche a me, e detto chiaramente mi dà seriamente fastidio che gente infatuata del nulla metta a repentaglio la mia dignità di cittadina, che si è sempre comportata con onore. Non voglio fare la fine di un Savonarola che ce l'aveva con la corruzione umana ed è stato messo al rogo. "Ricordati che devi morire", diceva il frate ferrarese, bene italiani, sappiatelo, nessuno è eterno, nemmeno Berlusconi, checchè pensi di essere l'unto del signore, lui è solo unto e basta.
Quello che ottusamente non capisco è come fa uno come lui, volgare, piduista, che si è creato dal nulla sfruttando il vecchio PSI di Craxi e la sempre maggiore sufficienza di un popolo allo sbando, soprattutto sul piano culturale e morale, a ricevere così tanti consensi. La gente che lo vota dice spesso: lui non ruba perchè è già ricco. O bischeri, ma i soldi li ha fatti con il sedere, anche, lavorando sodo, anche, o soprattutto sfruttando le amicizie preziose, alcune delle quali in odor di mafia? La gente che va ai suoi comizi ride delle sue tristi battute come fossero al cabaret, in fondo ha fatto anche questo di mestiere, così come il cantante da piano bar sulle navi da crociera, ma signori, la politica non è un cabaret, è qualcosa di più serio. E' stato proprio Berlusconi a renderla leggera, superficiale, dando in pasto alla gente, veline, troiette, tronisti, personaggi di basso livello, con le sue tv che hanno reso effimera la vita per dargli un taglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma la realtà è diversa. Se non hai soldi e un lavoro sicuro a fine mese tutti questi sogni te li puoi mettere in quel posto, alla faccia del lavoro precario tanto amato dal Berlusca. Il precariato crea servi, che non hanno coraggio di alzare la testa e dire no per paura. Signori il comico lasciamolo a chi lo fa di mestiere, la politica è una cosa seria.
In genere chi vota Berlusconi, al di là dei soliti rotti in c. di imprenditori che dicono di essersi fatti dal nulla (la Brambilla in testa), è gente normale che ha perso il senso critico della vita. Le casalinghe o pensionate che ammazzano il tempo davanti al Gran Fratello, sognando ancora il principe azzurro, invece del marito, magari precario che porta a casa uno stipendio da fame a fine mese. I commercianti, soprattutto gli ambulanti, che per prima cosa non vorrebbero pagare le tasse. I liberi professionisti, dai notai ai commercialisti, medici e dentisti ai quali viene il crampo alla mano quando devono fornire regolare ricevuta. E poi ci sono anche gli operai che credono in qualcosa di nuovo, che ora non lo è più, questo perchè la sinistra ha sbagliato molto negli ultimi anni, restando sempre più lontana dai problemi della gente. Poi ci sono i mafiosi che hanno paura della sinistra (che non c'è più, ma non se ne sono accorti) che gli confischi i beni presi con la forza a danno della comunità. E' ovvio che poi ci sono le eccezioni ovunque, ma più o meno l'elettorato di Berlusconi nasce e cresce in mezzo a queste categorie di volponi e sfigati.
Mi sento di fare un appello, cari italiani, non votate Berlusconi, perchè oltre a metterlo nel c. a voi lo mettete anche a me, e detto chiaramente mi dà seriamente fastidio che gente infatuata del nulla metta a repentaglio la mia dignità di cittadina, che si è sempre comportata con onore. Non voglio fare la fine di un Savonarola che ce l'aveva con la corruzione umana ed è stato messo al rogo. "Ricordati che devi morire", diceva il frate ferrarese, bene italiani, sappiatelo, nessuno è eterno, nemmeno Berlusconi, checchè pensi di essere l'unto del signore, lui è solo unto e basta.
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